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Chi è l’infermiere?

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Infermiere: cosa fa, profilo professionale, stipendio e come diventarlo

L’emergenza sanitaria globale che siamo stati chiamati ad affrontare ha certamente posto i riflettori sulla figura professionale dell’infermiere, accentuandone il delicatissimo ruolo per la cura, l’assistenza e l’educazione dell’intera collettività. I dati occupazionali e quelli riguardanti il fabbisogno di figure assistenziali sul territorio parlano chiaro: in futuro ci sarà sempre più bisogno di professionisti sanitari che sappiano abbinare competenze cliniche, mediche e scientifiche all’amore, all’empatia e alla propensione verso la cura della collettività e dei suoi bisogni. Ma come si definisce questa straordinaria categoria di lavoratori?

L’infermiere è un operatore sanitario che è responsabile dell’assistenza generale infermieristica e si occupa del paziente durante il suo processo di cura, mantenimento o recupero dello stato di salute, cercando di costruire con esso una relazione di fiducia. Scopriamo insieme nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere sul profilo professionale dell’infermiere: di cosa si occupa, tipologie e differenze con gli OSS, stipendio medio in Italia e le norme che regolano il suo lavoro, con uno sguardo al nuovissimo Corso di Laurea Triennale in Scienze infermieristiche 2022-2023 dell’Università LUM.

Uno sguardo al profilo professionale dell’infermiere

Il decreto 739/94 sancisce ufficialmente il profilo professionale dell’infermiere, fornendone definizione, mansioni specifiche e aree di applicazione:

È individuata la figura professionale dell’infermiere con il seguente profilo: l’infermiere è l’operatore  sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante e dell’iscrizione all’albo professionale è responsabile dell’assistenza generale infermieristica.

L’assistenza infermieristica che l’infermiere e l’infermiera offrono è di natura preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa e si inserisce all’interno di funzioni quali la prevenzione delle malattie, l’educazione sanitaria e l’assistenza dei malati e dei disabili di tutte le età. Nel rapporto con la singola persona il loro delicato ruolo prevede anche la mediazione tra l’utente stesso, il medico di base, la sua famiglia, i servizi ospedalieri e i servizi territoriali: è in questo modo che favoriscono lo sviluppo di processi di cura e di assistenza nell’ottica della continuità, della serenità e della fiducia.

Cosa prevede il Codice deontologico degli infermieri?

L’attività infermieristica è regolamentata dal Codice Deontologico degli infermieri. Non si tratta di una semplice enunciazione di regole ma di un vero e proprio manifesto della professione, in cui sono enunciati i valori, le modalità e i princìpi etici con cui questa deve svolgersi.

Il punto di partenza del mandato professionale di un infermiere è certamente il caring  delle persone intorno a sé e dei loro bisogni; allo stesso tempo fondamentale è imparare ad affrontare e risolvere i problemi, sapere come rapportarsi al meglio con i pazienti, con gli altri operatori e con le istituzioni. In questo la Deontologia è il punto di riferimento per chiunque voglia avvicinarsi a questo lavoro e intenda comprenderne sin da subito i nobilissimi valori di umanità, cura ed empatia verso il prossimo.

Cosa fa un infermiere?

Le mansioni di un infermiere sono davvero molteplici e descrivono un profilo professionale fortemente competente, intellettuale, autonomo e responsabile:

  • partecipa all’identificazione dei bisogni di salute delle persone e della collettività;
  • fornisce assistenza infermieristica alla persona e alla collettività;
  • pianifica, gestisce e valuta l’intervento assistenziale infermieristico;
  • si assicura che le prescrizioni diagnostico-terapeutiche siano applicate in modo corretto;
  • educa il paziente, i caregiver e tutti i familiari;
  • agisce sia individualmente sia in collaborazione con gli altri operatori sanitari e sociali;
  • contribuisce alla formazione del personale di supporto e concorre direttamente alla ricerca clinica e all’aggiornamento del proprio profilo professionale;
  • applica le tecniche di somministrazione dei farmaci ed effettua medicazioni ed esami strumentali;
  • applica metodi di preparazione e assistenza per esami diagnostici e interventi chirurgici;
  • esegue procedure d’intervento e di rianimazione d’urgenza, applicando criteri interpretativi atti a identificare manifestazioni cliniche di ogni tipo.

Dal neonato, all’adulto e all’anziano, non fa differenza! L’infermiere può assistere una persona non solo quando questa è malata o in pericolo di vita, ma anche in una condizione di salute sana, per stimolare la prevenzione della stessa. Lavorare come infermiere significa, infatti, sapersi relazionare con ogni tipologia di persona, con rispetto e non discriminazione, ed essere disposti a un forte coinvolgimento emotivo: è proprio da questo impegno emozionale che spesso l’infermiere trae le proprie gratificazioni e il proprio senso di realizzazione. Perché sentirsi utile per gli altri è un sincero atto d’amore e dedizione anche verso se stessi!

Dove può lavorare un infermiere: ambito pubblico e privato

Al giorno d’oggi una laurea in infermieristica rappresenta un titolo davvero molto versatile, che apre un ventaglio di brillanti opportunità nei contesti più eterogenei.

Un infermiere può svolgere la sua attività professionale presso enti pubblici o privati, nel territorio e in ambito di assistenza domiciliare, in regime sia di dipendenza che da libero-professionista. Nel dettaglio egli è responsabile dell’assistenza infermieristica di malati e disabili in strutture sanitarie quali cliniche, Aziende Sanitarie Locali (ASL), ospedali, IRCCS, centri ambulatoriali, studi medici e simili; non mancano professionalità di questo tipo impiegate presso organizzazioni private come le ONLUS e le ONG.

Specializzarsi in scienza infermieristica significa poter ambire a sbocchi lavorativi non solo in Italia, ma anche in Europa (senza particolari formalità) e nel resto mondo, con le dovute integrazioni o esami di stato specifici.

Infermiere e OSS: quali differenze ci sono?

Facciamo un po’ di chiarezza! La differenza fra un infermiere e un Operatore Socio Sanitario (OSS) sta, innanzitutto, nel percorso di studio: il primo può fregiarsi di un titolo universitario abilitante e dell’iscrizione all’Albo, il secondo ha conseguito un attestato di qualifica dopo un corso Regionale. In quanto alla loro operatività, l’infermiere è una professione autonoma che è responsabile dell’assistenza infermieristica, mentre l’OSS è una figura ausiliaria che nasce per legge come personale di supporto all’assistenza sanitaria.

È la legge stessa a definire i diversi tipi di infermiere

Sapevi che la formazione infermieristica che segue il percorso di base per diventare infermieri prevede anche l’opportunità di intraprendere delle pratiche specialistiche? Queste sono intese a fornire ai futuri professionisti della sanità delle conoscenze avanzate e delle capacità che consentiranno loro di fornire specifiche prestazioni in specifiche aree cliniche. Ecco le diverse tipologie di infermiere secondo il Decreto Ministeriale del 14 settembre 1994, n. 739:

  • Infermiere di sanità pubblica: un professionista con competenze specialistiche in grado di operare negli ambiti specifici della sanità pubblica e della medicina di comunità. Nell’ambito delle funzioni dell’infermiere, esegue interventi di promozione e prevenzione della salute, fornendo assistenza alle persone, anche come caregiver famigliare. Esegue inoltre interventi di educazione, formazione, ricerca e consulenza;
  • Infermiere pediatrico: è l’operatore sanitario che è responsabile dell’assistenza infermieristica pediatrica e dell’identificazione e risoluzione dei bisogni di salute di pazienti in età neonatale, pediatrica e adolescenziale (fino ai 18 anni);
  • Infermiere psichiatrico: è l’infermiere esperto in psichiatria che dispone non solo di una particolare abilità nell’instaurare una relazione terapeutica con l’assistito, ma che possiede anche competenze osservazionali e tecniche rivolte alle singole attività quotidiane che compie l’assistito. In altre parole, è colui che tutela e assiste la salute mentale della persona nel contesto famigliare e della collettività;
  • Infermiere geriatrico: l’infermiere specialista in geriatria si occupa della gestione dei processi assistenziali, della cura individualizzata, dell’educazione terapeutica e della presa in carico delle persone anziane e della loro rete familiare;
  • Infermiere di area critica: può operare in diversi contesti, tra i quali è previsto quello del servizio di emergenza o urgenza. Questa specializzazione si caratterizza per la complessità e la tempestività degli interventi richiesti, per preservare le funzioni vitali dell’individuo in condizioni di instabilità clinica. Dove lavora? Può operare sia in una centrale operativa che sul mezzo di soccorso (ambulanza).

A queste aree di specializzazione si affianca un’altra figura peculiare, ovvero quella dell’infermiere di ricerca clinica o Study Nurse: questi si occupa delle fasi di svolgimento di uno studio clinico, che conduce garantendo la massima sicurezza del paziente e con l’obiettivo di contribuire al miglioramento della pratica clinica nella sua totalità.

Come diventare infermiere con la Laurea in Infermieristica LUM

Se si stai chiedendo come si diventa infermiere, ti sarà certo utile sapere che il suo percorso formativo è definito da un decreto ufficiale del Ministero della Sanità e si conclude con il rilascio di un attestato, che certifica la formazione specialistica di tre anni acquisita per l’esercizio delle funzioni specifiche nelle diverse aree.

Il Corso di Laurea Triennale in Infermieristica dell’Università LUM Giuseppe Degennaro ha l’obiettivo di formare i futuri professionisti infermieri e garantisce l’abilitazione, previo superamento dell’Esame di Stato e conseguente iscrizione all’Albo professionale, all’esercizio presso strutture sanitarie, pubbliche o private, nel territorio o a domicilio, sia in Italia che nel resto d’Europa. Attività di laboratorio, sessioni didattiche attive, role playing, simulazioni a bassa, media e alta intensità e tirocinio professionalizzante: tutto questo, insieme alle partnership d’eccellenza con le migliori strutture sanitarie locali e l’Ospedale F. Miulli di Acquaviva delle Fonti, rappresenta uno degli imperdibili plus della laurea in Scienze Infermieristiche. Parte dei CFU potrà essere anche acquisita presso sedi universitarie europee partner grazie a programmi di scambio comunitari!

SCOPRI IL CORSO DI LAUREA IN INFERMIERISTICA

Una volta conseguita la laurea, i futuri infermieri potranno proseguire la formazione universitaria iscrivendosi a un master di I livello, a una laurea magistrale in scienze infermieristiche oppure a un corso di perfezionamento.

Quali competenze deve avere un infermiere?

La Laurea in Infermieristica di LUM consente di acquisire le skill specialistiche previste dal Ministero della Sanità. Le competenze infermieristiche richieste per lavorare in quest’ambito sono di natura tecnica, educativa e relazionale, finalizzate all’individuazione e valutazione dei bisogni di assistenza sia del singolo, sia della collettività. È altresì importante per un infermiere saper pianificare l’assistenza infermieristica e instaurare relazioni terapeutiche con persone di tutte le età, con problemi di salute di crescente complessità.

Competenze e conoscenze specialistiche

  • Meccanismi biologici fondamentali
  • Fondamenti di infermieristica generale e clinica
  • Fondamenti della relazione assistenziale
  • Prevenzione e sicurezza nei luoghi di cura
  • Patogenesi e microbiologia
  • Chirurgia generale, oncologica e d’urgenza
  • Infermieristica oncologica
  • Infermieristica psichiatrica
  • Infermieristica in ambito chirurgico
  • Infermieristica nella cronicità e disabilità
  • Infermieristica clinica in area materno-infantile
  • Medicina e infermieristica d’urgenza e intensiva
  • Medicina e infermieristica fisica e riabilitativa
  • Anestesiologia e rianimazione
  • Epidemiologia e metodo scientifico
  • Infermieristica pediatrica, ginecologia e ostetricia
  • Organizzazione dei servizi sanitari e dell’assistenza

Competenze personali e soft skill

  • Accuratezza
  • Adattabilità
  • Autocontrollo
  • Gestione dello stress
  • Affidabilità
  • Collaborazione e cooperazione
  • Flessibilità
  • Orientamento all’utente

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Un infermiere in Italia può guadagnare fino a 2.300€ al mese

Lo stipendio medio di un infermiere in Italia che opera nel Sistema Sanitario Nazionale è regolamentato dal CCNL (Contratto Nazionale del Lavoro) attualmente vigente: da ultimo rilevamento la retribuzione si attesta intorno ai 1.922€ lordi al mese. In linea generale non esiste troppa differenza tra lo stipendio di un infermiere che opera in ambito pubblico e quello di uno assunto presso un’azienda privata: in quest’ultimo caso un infermiere guadagna in media circa 1.500€ mensili, ma l’importo dipende molto dal tipo di realtà in cui si lavora, dalle responsabilità assunte e dalla tipologia dell’impiego.

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