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Un vero e proprio Processo all’Intelligenza Artificiale, con una Corte, l’accusa, la difesa, una giuria popolare e quattro capi d’imputazione. È l’iniziativa che, tra ottobre e novembre 2026, porterà a Bari un confronto pubblico sulle conseguenze dell’ingresso sempre più pervasivo dell’AI nella vita delle persone e nei processi decisionali.
L’Università LUM “Giuseppe Degennaro” collabora alla realizzazione del progetto insieme alla Corte di Appello di Bari, all’Università di Bari, al Politecnico di Bari e al Collettivo Keep Rolling.
Il format utilizza il linguaggio e la struttura del processo per affrontare alcuni dei temi più controversi legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, chiamata simbolicamente a rispondere dei danni provocati attraverso la sua introduzione nella vita delle persone e l’utilizzo di sistemi conversazionali, generativi, predittivi e decisionali.
Il calendario si articola in quattro udienze, ognuna dedicata a uno specifico capo d’accusa.
La prima, in programma venerdì 9 ottobre 2026, sarà dedicata all’istigazione al suicidio.
La seconda udienza, venerdì 16 ottobre, affronterà il tema delle lesioni colpose.
Il 16 ottobre sarà inoltre affrontato il terzo capo d’accusa, relativo alla diffamazione mediante contenuto falsificato.
La quarta udienza, prevista per venerdì 23 ottobre, sarà dedicata alla condotta antisindacale di sostituzione algoritmica del lavoratore.
Il percorso si concluderà il 4 novembre 2026 con l’udienza finale, dedicata a requisitoria, arringhe e verdetto.
A presiedere la Corte sarà la dott.ssa Maria Mitola, Presidente della Corte di Appello di Bari, affiancata dalla dott.ssa Rosa Calia Di Pinto, Presidente della Sezione Penale della Corte di Appello di Bari.
Il ruolo dell’accusa sarà affidato al dott. Roberto Rossi, Procuratore della Repubblica di Bari, e agli avvocati Valeria Logrillo e Francesco Carparelli di Deloitte Legal.
La difesa sarà invece rappresentata dagli avvocati Andrea Di Comite, Michele Allegretti e Mauro Petrarulo, di Polis Avvocati. A completare il meccanismo processuale sarà una giuria popolare.
Per approfondire ruolo, attività e servizi dell’istituzione giudiziaria coinvolta nell’iniziativa è possibile consultare il sito istituzionale della Corte di Appello di Bari.
L’iniziativa punta a trasformare il processo in uno spazio di confronto sui cambiamenti prodotti dall’intelligenza artificiale, utilizzando casi e questioni che toccano direttamente la società contemporanea: dalla responsabilità per le conseguenze generate dai sistemi conversazionali alla diffusione di contenuti falsificati, fino all’impatto degli algoritmi sul lavoro.
Il progetto si inserisce in un ambito di riflessione già presente nelle attività dell’Ateneo. La LUM ha infatti dedicato attenzione alle trasformazioni prodotte dall’AI nella formazione, nella ricerca e nella società, come raccontato anche nell’approfondimento su Intelligenza Artificiale e università a Forum PA 2026.
Il Processo all’Intelligenza Artificiale diventa così un’occasione per portare il dibattito fuori dagli ambiti esclusivamente tecnologici e coinvolgere il mondo della giustizia, dell’università, delle professioni e della società civile in una riflessione sulle responsabilità e sulle implicazioni legate all’utilizzo dell’AI.
L’iniziativa è realizzata da Gianni Sebastiano, per l’ideazione, il progetto, il coordinamento e l’organizzazione; Ettore Chiaruzzi, per organizzazione e consulenza in comunicazione; Augusto Masiello, per la regia, e Deloitte Legal – Polis Avvocati, per la consulenza giuridica.
Alla realizzazione collaborano la Corte di Appello di Bari, l’Università di Bari, il Politecnico di Bari, l’Università LUM e il Collettivo Keep Rolling, con riprese video e post-produzione.
L’iniziativa è promossa dal Club Imprese per la Cultura di Confindustria Bari e BAT, da Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani e dal Club della Cultura, con il sostegno dei partner indicati nel programma ufficiale.