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La chirurgia d’urgenza al Miulli ha permesso di salvare la vita a una donna di 57 anni colpita da una gravissima crisi ormonale. L’intervento robotico, eseguito mentre cuore e polmoni erano sostenuti da dispositivi di assistenza meccanica, è stato possibile grazie alla collaborazione multidisciplinare tra l’Ospedale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti e il Policlinico di Bari.
Il risultato è stato descritto in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Endocrinology e rappresenta un caso di particolare interesse per la gestione delle emergenze endocrinologiche e cardiovascolari.
Tra i protagonisti del percorso diagnostico e terapeutico figura il prof. Sebastio Perrini, responsabile dell’Unità operativa di Endocrinologia dell’Ospedale Miulli e docente di Endocrinologia e Malattie metaboliche dell’Università LUM Giuseppe Degennaro, nonché autore corrispondente dello studio.
La paziente presentava una massa surrenalica di circa 5 centimetri, individuata casualmente durante una TAC, senza che fossero emersi i sintomi tipici della patologia.
Nel corso degli accertamenti, dopo la somministrazione di cortisone ad alte dosi come premedicazione prima di un esame con mezzo di contrasto, si è verificata una crisi improvvisa.
Il feocromocitoma, un tumore che può produrre quantità eccessive di catecolamine, ha provocato un massiccio rilascio di adrenalina nel sangue, determinando un rapido peggioramento delle condizioni cliniche.
La pressione arteriosa ha raggiunto valori di 220/110 mmHg, seguiti da shock cardiogeno, edema polmonare, danno multiorgano e gravi aritmie. La capacità di contrazione del cuore si è ridotta fino al 25%.
Una situazione di estrema criticità, nella quale le terapie farmacologiche e il supporto iniziale con il dispositivo Impella non erano più sufficienti a garantire un’adeguata circolazione sanguigna.
Di norma, l’asportazione di un feocromocitoma viene eseguita dopo un periodo di stabilizzazione clinica. Nel caso descritto, tuttavia, il rapido deterioramento delle condizioni della paziente ha reso necessario intervenire immediatamente.
L’équipe ha quindi associato al supporto Impella il sistema ECMO, in grado di sostenere temporaneamente le funzioni cardiocircolatorie e respiratorie.
Grazie a questa combinazione, denominata ECMELLA, è stato possibile procedere all’asportazione robotica del surrene interessato, eliminando la fonte della crisi ormonale.
Nei giorni successivi all’intervento, la paziente è stata progressivamente liberata dai dispositivi di assistenza meccanica. Dopo il percorso riabilitativo, la funzione cardiaca è tornata nella norma.
L’intervento ha richiesto il coordinamento di specialisti in endocrinologia, anestesia e rianimazione, cardiologia, cardiochirurgia, urologia e anatomia patologica.
Il prof. Sebastio Perrini, docente dell’Università LUM, ha evidenziato il carattere imprevedibile della crisi e l’importanza della collaborazione tra diverse competenze cliniche per individuare rapidamente una soluzione terapeutica in una situazione priva di protocolli già consolidati.
Il caso assume particolare rilevanza anche sul piano scientifico: secondo quanto riportato nello studio pubblicato su Frontiers in Endocrinology, si tratterebbe verosimilmente del primo caso descritto di adrenalectomia robotica eseguita in pieno supporto ECMELLA senza una precedente stabilizzazione della paziente.
La pubblicazione richiama inoltre l’attenzione sul possibile ruolo dei corticosteroidi come fattore scatenante di crisi catecolaminergiche in pazienti con feocromocitoma non ancora diagnosticato.
Il risultato evidenzia il valore dell’integrazione tra competenze specialistiche, innovazione tecnologica e ricerca clinica, oltre all’importanza della collaborazione tra strutture sanitarie del territorio pugliese.
La partecipazione scientifica del prof. Perrini rappresenta un esempio del contributo che i docenti dell’Università LUM Giuseppe Degennaro apportano alla ricerca e alla diffusione di conoscenze in ambito medico.
L’esperienza di chirurgia d’urgenza al Miulli dimostra come l’integrazione tra tecnologie avanzate, competenze multidisciplinari e capacità di intervento tempestivo possa risultare determinante nella gestione delle situazioni cliniche più complesse.
Per approfondire il caso clinico e il percorso terapeutico è possibile consultare la notizia pubblicata dall’Ospedale Miulli.